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Camargue & Provenza - ingirula.it

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Francia
CAMARGUE & PROVENZA
4-6 aprile 2026


PERCORSO Google Maps da Cesana Torinese con giro delle Gorges de la Meouge e delle Gorges de la Nesque, traversata in Provenza e visita della Camargue con rientro a Cesana. Circa 830 km, tutto statale.

4 aprile:
Partenza direzione Cesana Torinese da cui prendiamo il Colle del Monginevro.
Dopo Tallard deviazione per le Gorges della Meouge, poi il Col de l'homme mort (a circa 1200 m slm meta del tour de France per anni). Infine attraversiamo le Gorges de la Nesque.

Hotel per la notte: l'Hotel du Viaduc, a Tarascon, a circa 14 km da Arles, da dove domani inizieremo il nostro viaggio attraverso la Camargue.

5 aprile:
Ad Arles troviamo la Feria. Arles è una città romana, considerata porta della Camargue ma ogni anno all'inizio della primavera si tiene questa festa, una Pasqua rivisitata spagnola. Ogni anno attira molti visitatori per 3/4 giorni grazie agli spettacoli e passeggiate con i tori, balli e feste gitane con abiti coloratissimi a suono delle bande che sfilano per il paese.
Parcheggiamo fuori dal centro storico e ci addentriamo in queste bellissime viuzze ricche di colori fino all'anfiteatro romano Les Arenes. Risalente al 90 d.C., ospitava 21.000 spettatori, ma viene ancora usato per molti spettacoli.

Ripartiamo poi alla volta del Parco naturale regionale di Camargue, sulla D570. Poco dopo Arles notiamo già il cambio di paesaggio e verso Albaron iniziamo a vedere i primi gruppi di tori neri e cavalli, per lo più bianchi.
Proseguiamo e oltrepassiamo Pont de Gau dove, se avete tempo, c'è il parco ornitologico con 7 km di sentieri a cavallo, a piedi o in bici.
Continuando giungiamo a Saintes-Maries-de-la-Mer: un paesino intestato alle 3 Marie (Maddalena, Salomè e Jacobè) venerate dai provenzali e a cui è dedicata la Chiesa nel centro del paesino.
Per 4 euro è possibile salire sul tetto della Chiesa delle Marie: una stretta scala a chiocciola vi porta su questo tetto da cui si vedono stradine e case circondate da mare e spiagge ovunque. Un bel punto di vista!
Dopo pranzo torniamo in sella e ripartiamo alla volta di un altro lato delle sponde di questo parco naturale. Proseguiamo quindi avvicinandoci all'Etang de Vaccares, una laguna di 600 kmq composta di isolotti e penisole. Non è aperta al pubblico ma viaggiare in questo paesaggio è magico.
Ci addentriamo ora nelle saline: quelle di Badon prima e quelle di Giraud dopo. La strada ha distese verdi con cavalli bianchi da un lato e saline dall'altro.
Si tratta delle saline più grandi d'Europa. Hanno un colore con sfumature rosacee causate da una microalga che dà questa sfumatura e che nutre i gamberetti.
Fatte un po' di foto proseguiamo fino al Domaine de la Palissade dove ci sono diversi sentieri che vanno da 1.8 km a 8 km circa.
Entriamo e ritroviamo i fenicotteri di prima, bianchi, circondati da gru, aironi e altri uccelli. Vediamo anche i fenicotteri rosa, il colore che hanno in genere in questa zona. Il motivo sono le saline: ricordate la microalga rosacea che ciba in gamberetti? I fenicotteri li mangiano ed assumono anche loro questa colorazione.
Torniamo alla moto e partiamo verso la Plage de Piemanson.

Per la notte pernottiamo a Martigues,
chiamata la Venezia provenzale. Si trova infatti sul Canale di Caronte, punto dove il Mar Mediterraneo (golfo di Fos) getta le sue acque nello stagno di Berre, uno specchio d'acqua salmastra. Martigues si trova ad un capo del canale ed è costituita da 3 nuclei storici (Jonquieres, Ferrieres e l'Ile) che si riunirono formando la città del 1581.
Non vi citerò l'hotel perchè non ne parlerei troppo bene, ma abbiamo fatto uno short in merito e se mai vi servisse il nome scriveteci pure e lo darò in privato.

6 aprile:
Facendo statale attraversiamo altre zone della Provenza verso casa e nei pressi di Lurs Giuliano vede un campo di tulipani.
Proseguiamo fino a Sisteron, detta "Porta della Provenza", dove avevamo pernottato nel nostro ultimo viaggio in Francia (di cui vi parlo qui!). Passiamo nuovamente di fronte alla colossale Rocher de la Baume e ci fermiamo per pranzo.


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