francia varie
CAMARGUE & PROVENZA
4-6 aprile 2026
PERCORSO Google Maps da Cesana Torinese con giro delle Gorges de la Meouge e delle Gorges de la Nesque, traversata in Provenza e visita della Camargue con rientro a Cesana. Circa 830 km, tutto statale.
4 aprile:
Dal 2014 sogno di fare un viaggio in Camargue e Provenza.
3 anni fa abbiamo ammirato la Provenza e il Mont Ventoux e ora, con questo ponte di Pasqua finalmente soleggiato, fuga in Camargue.
Partenza sabato mattina direzione Cesana Torinese da cui prendiamo il Colle del Monginevro. Da Briancon proseguiamo come spesso abbiamo fatto nei nostri viaggi verso Savines le Lac e come al solito ci fermiamo a mangiare alla Boulangerie lungo il lago con Quiche Lorraine e Croque Monsieur.
Rifocillati partiamo verso Tallard e poco dopo ci addentriamo nei monti direzione Gole.
In primis troviamo quelle delle Meouge, poi il Col de l'homme mort (a circa 1200 m slm meta del tour de France per anni). Infine attraversiamo le Gorges de la Nesque.
Panorami sempre mozzafiato e pian piano diventano colline coperte di giovani piante di lavanda, ancora non mature e profumate, ma che rendono comunque diverso il paesaggio, con le loro "fila".
In primis troviamo quelle delle Meouge, poi il Col de l'homme mort (a circa 1200 m slm meta del tour de France per anni). Infine attraversiamo le Gorges de la Nesque.
Panorami sempre mozzafiato e pian piano diventano colline coperte di giovani piante di lavanda, ancora non mature e profumate, ma che rendono comunque diverso il paesaggio, con le loro "fila".
Ripartiamo alla volta del nostro hotel per la notte: l'Hotel du Viaduc, a Tarascon. Semplice ma pulito, in un paesino carino e particolare dove ci sono ottimi ristoranti tipici. L'hotel ha a disposizione un'autorimessa per moto e bici, oltre ad un parcheggio privato custodito.
Ci troviamo a circa 14 km da Arles, da dove domani inizieremo il nostro viaggio attraverso la Camargue.
5 aprile:
Sveglia e partenza alla volta di Arles, dove facciamo colazione e, a sorpresa, troviamo la Feria. Arles è una città romana, considerata porta della Camargue ma ogni anno all'inizio della primavera si tiene questa festa, una Pasqua rivisitata spagnola. Ogni anno attira molti visitatori per 3/4 giorni grazie agli spettacoli e passeggiate con i tori, balli e feste gitane con abiti coloratissimi a suono delle bande che sfilano per il paese.
Parcheggiamo fuori dal centro storico e ci addentriamo in queste bellissime viuzze ricche di colori fino all'anfiteatro romano Les Arenes. Risalente al 90 d.C., ospitava 21.000 spettatori, ma viene ancora usato per molti spettacoli. Dalla piazza dell'anfiteatro vediamo numerose bande e ballerini che partono nelle varie viuzze del paese dove ci sono anche padelle enormi in cui tagliano pollo o pesce per una sorta di grande paella. Arles è infatti famosa anche per la festa del riso (della Camargue) che si tiene ogni anno a settembre.
Tornati su un vialone troviamo una sfilata di carrozze con cavalli e ballerini in costumi coloratissimi e caratteristici che girano per le vie.
È davvero uno spettacolo.
È davvero uno spettacolo.
Ripartiamo poi alla volta del Parco naturale regionale di Camargue, sulla D570. Poco dopo Arles notiamo già il cambio di paesaggio e verso Albaron iniziamo a vedere i primi gruppi di tori neri e cavalli, per lo più bianchi. È un mondo a sè.
Proseguiamo e oltrepassiamo Pont de Gau dove, se avete tempo, c'è il parco ornitologico con 7 km di sentieri. Un sacco di persone si apprestano a camminarci, cavalcarci o andare in bici tra i suoi 60 ettari.
Proseguiamo e oltrepassiamo Pont de Gau dove, se avete tempo, c'è il parco ornitologico con 7 km di sentieri. Un sacco di persone si apprestano a camminarci, cavalcarci o andare in bici tra i suoi 60 ettari.
Continuando giungiamo a Saintes-Maries-de-la-Mer: un paesino intestato alle 3 Marie (Maddalena, Salomè e Jacobè) venerate dai provenzali e a cui è dedicata la Chiesa nel centro del paesino.
È una cittadina circondata da mare e spiagge ampie. Dopo un giro sul lungomare ci addentriamo nelle viuzze bianche, piene di negozietti e ristorantini, molto caratteristiche.
Ne approfittiamo per salire sul tetto della Chiesa delle Marie: 4 euro di biglietto e una stretta scala a chiocciola vi portano su questo tetto da cui si vedono stradine e case circondate da mare e spiagge ovunque. Un bel punto di vista!
Ne approfittiamo per salire sul tetto della Chiesa delle Marie: 4 euro di biglietto e una stretta scala a chiocciola vi portano su questo tetto da cui si vedono stradine e case circondate da mare e spiagge ovunque. Un bel punto di vista!
Dopo pranzo torniamo in sella e ripartiamo alla volta di un altro lato delle sponde di questo parco naturale. Proseguiamo quindi avvicinandoci all'Etang de Vaccares, una laguna di 600 kmq composta di isolotti e penisole. Non è aperta al pubblico ma viaggiare in questo paesaggio è magico.
Ci addentriamo ora nelle saline: quelle di Badon prima e quelle di Giraud dopo. La strada ha distese verdi con cavalli bianchi da un lato e saline dall'altro. Ci fermiamo al Belvedere sulle saline per ammirare il paesaggio e le stradine che si diramano per pedoni e ciclisti che vogliono visitare queste riserve, previo l'acquisto di un biglietto e del tempo a disposizione.
Si tratta delle saline più grandi d'Europa. Hanno un colore con sfumature rosacee causate da una microalga che dà questa sfumatura e che nutre i gamberetti.
Fatte un po' di foto proseguiamo fino al Domaine de la Palissade dove ci sono diversi sentieri che vanno da 1.8 km a 8 km circa. Lungo la strada scorgiamo i primi fenicotteri e così entriamo in questo casone con percorsi ad anello da fare a piedi, o anche a cavallo o in kayak, per vedere da vicino paludi e distese di limonio.
Essendo ormai le 16 noi optiamo per il sentiero più breve: Le Clos d'Argent. Paghiamo 5 euro a testa ma la signora ci offre la possibilità di tornare anche il giorno dopo per fare gli altri sentieri: sarà per un'altra volta!
Fatte un po' di foto proseguiamo fino al Domaine de la Palissade dove ci sono diversi sentieri che vanno da 1.8 km a 8 km circa. Lungo la strada scorgiamo i primi fenicotteri e così entriamo in questo casone con percorsi ad anello da fare a piedi, o anche a cavallo o in kayak, per vedere da vicino paludi e distese di limonio.

Essendo ormai le 16 noi optiamo per il sentiero più breve: Le Clos d'Argent. Paghiamo 5 euro a testa ma la signora ci offre la possibilità di tornare anche il giorno dopo per fare gli altri sentieri: sarà per un'altra volta!
Cartina alla mano, seguiamo le indicazioni che man mano ci guidano in una zona sempre più fitta di alberi fino ad un punto di osservazione verso metà percorso. Onestamente? Questa parte di percorso è deludente. Solo alberi e anche dalla piattaforma si vede poco e nulla.
Proseguiamo e la zona si apre e cambia paesaggio. Costeggiamo un canale circondati dal limonio violaceo e arriviamo ad una casetta d'osservazione volatili, proprio sullo stagno che da il nome al piccolo percorso.
Proseguiamo e la zona si apre e cambia paesaggio. Costeggiamo un canale circondati dal limonio violaceo e arriviamo ad una casetta d'osservazione volatili, proprio sullo stagno che da il nome al piccolo percorso.
Entriamo e ritroviamo i fenicotteri di prima, bianchi, circondati da gru, aironi e altri uccelli. Mentre li osserviamo nel silenzio Giuliano vede volare altri due fenicotteri di fronte a noi. Atterrano vicino agli altri e sono magnifici: questi sono rosa, il colore che hanno in genere in questa zona.
Il motivo sono le saline: ricordate la microalga rosacea che ciba in gamberetti? I fenicotteri li mangiano ed assumono anche loro questa colorazione. È uno spettacolo e nonostante metà passeggiata fosse insignificante, questa parte e questa casetta valgono la pena di aver fatto il biglietto!
Torniamo alla moto e partiamo verso la Plage de Piemanson.
Ripresa la strada ci troviamo completamente circondati da salina e lagune, sia a destra che a sinistra. Giungiamo alla spiaggia che è la fine di questa lunga lingua di sabbia. Ampia e lunghissima è ideale per camminare o rilassarsi. Lungo la strada vediamo altri aironi e fenicotteri volare. Uno spettacolo!
Ripresa la strada ci troviamo completamente circondati da salina e lagune, sia a destra che a sinistra. Giungiamo alla spiaggia che è la fine di questa lunga lingua di sabbia. Ampia e lunghissima è ideale per camminare o rilassarsi. Lungo la strada vediamo altri aironi e fenicotteri volare. Uno spettacolo!
Passeggiamo sulla spiaggia e infine ripartiamo ripercorrendo parte della strada dell'andata per poi arrivare alla D36, verso Arles.
Deviamo e raggiungiamo Martigues, dove ci fermiamo per la notte.
È un paesino in una zona particolare che merita una visita se siete di passaggio e che è chiamata la Venezia provenzale. Si trova infatti sul Canale di Caronte, punto dove il Mar Mediterraneo (golfo di Fos) getta le sue acque nello stagno di Berre, uno specchio d'acqua salmastra. Martigues si trova ad un capo del canale ed è costituita da 3 nuclei storici (Jonquieres, Ferrieres e l'Ile) che si riunirono formando la città del 1581.
Facciamo una passeggiatina per il paese e i suoi ponti e dopo cena torniamo in hotel... Non vi citerò l'hotel perchè non ne parlerei troppo bene, ma abbiamo fatto uno short in merito e se mai vi servisse il nome scriveteci pure e lo darò in privato.
È un paesino in una zona particolare che merita una visita se siete di passaggio e che è chiamata la Venezia provenzale. Si trova infatti sul Canale di Caronte, punto dove il Mar Mediterraneo (golfo di Fos) getta le sue acque nello stagno di Berre, uno specchio d'acqua salmastra. Martigues si trova ad un capo del canale ed è costituita da 3 nuclei storici (Jonquieres, Ferrieres e l'Ile) che si riunirono formando la città del 1581.
Facciamo una passeggiatina per il paese e i suoi ponti e dopo cena torniamo in hotel... Non vi citerò l'hotel perchè non ne parlerei troppo bene, ma abbiamo fatto uno short in merito e se mai vi servisse il nome scriveteci pure e lo darò in privato.
6 aprile:
Sveglia di buon'ora e andiamo a passeggiare sul lungomare e nel paesino, alla ricerca di una boulangerie.
Colazione vista mare, con questo cielo azzurro intenso che qui in Camargue non è mai mancato in questi giorni.
Torniamo poi verso l'hotel e partiamo verso casa.
Facendo statale attraversiamo altre zone della Provenza e nei pressi di Lurs Giuliano vede, proprio lungo la strada, un ampio campo di coloratissimi tulipani.
Ci fermiamo come molti hanno fatto e passeggiamo nei pressi di questo campo. Si tratta di una proprietà privata segnata da una corda ma è possibile vedere la distesa ordinata e perfettamente curata che qualcuno ha curato. Che meraviglia!!
Ci fermiamo come molti hanno fatto e passeggiamo nei pressi di questo campo. Si tratta di una proprietà privata segnata da una corda ma è possibile vedere la distesa ordinata e perfettamente curata che qualcuno ha curato. Che meraviglia!!
Felice per la piacevole sorpresa, ripartiamo e proseguiamo fino a Sisteron, detta "Porta della Provenza", dove avevamo pernottato nel nostro ultimo viaggio in Francia (di cui vi parlo qui!). Passiamo nuovamente di fronte alla colossale Rocher de la Baume e ci fermiamo per pranzo.
Una volta ripartiti giungiamo a Tallard, e da qui ripercorriamo la stessa strada dell'andata, attraversando nuovamente la sempre bella Briancon e il Col du Monginevro fino a ritrovarci in Italia, a Cesana Torinese.
Che dire... un sogno che diventa realtà!
Cieli azzurri, campi verdi e saline bianche, paesini e tradizioni colorate.. Merita davvero!!!